Cominciamo col dire che l’husky non è “il cane con gli occhi azzurri”. Può averli, ma non è certo indispensabile che li abbia.
C’è ancora bisogno di ribadirlo? Speravo proprio di no… e invece ho appena scoperto che la gente ricercaancora questa  caratteristica. Non solo: ci sono allevamenti (o pseudo-tali) che continuano ancora a proporla come se fosse l’unica cosa che conta in questa razza, quando promettere “solo occhi azzurri” significa, già in partenza, allevare male.
Perché? Perché gli occhi azzurri sono un carattere recessivo, mentre il colore marrone o il “misto” azzurro e marrone (eterocromia) sono dominanti.
Che si fa, allora, per avere “solo occhi azzurri”?
Semplice: si accoppiano fratello e sorella, madre e figlio e così via, pensando a tramandare solo la caratteristica più richiesta dal mercato e non badando al fatto che questi riproduttori, oltre agli occhi azzurri, potrebbero passare ai loro cuccioli gravi difetti morfologici o caratteriali.

Siberian-Husky-Puppy-10Ho già detto altre volte che gli accoppiamenti in stretta consanguineità, pur non “creando” le tare come alcuni credono, fanno letteralmenteesplodere quelle esistenti nel patrimonio genetico dei riproduttori: si tratta quindi di un terreno minato su cui si dovrebbe procedere con estrema prudenza, meglio se armati di una solida preparazione di base sui temi dell’allevamento e appunto della genetica. Ma questa preparazione manca regolarmente a coloro che si tuffano a pesce sull’accoppiamento occhi azzurri-occhi azzurri, anche perché nessun allevatore davvero preparato si sognerebbe mai di selezionare i cani in base ad una caratteristica futile come il colore degli occhi, quando ci sono ben altre cose a cui pensare (tipicità, movimento, carattere).

slittaCos’altro non è un siberian husky? Di sicuro non è un cane da guardia e tantomeno da difesa… visto che è un cane da slitta. E che una cosa esclude forzatamente l’altra.
Come molti sanno, l’husky era originariamente il cane dei Ciukci, popolo paleo-asiatico che viveva nel comprensorio più lontano e isolato della Siberia. Non tutti sanno, invece, che questo popolo orgogliosissimo non si sottomise mai all’autorità russa, che nel 1731 aveva cercato per la prima volta di assoggettarlo alla propria egemonia: fuggendo, spostandosi velocemente sulle loro slitte, rendendosi inafferrabili (tranne sporadici episodi in cui furono costretti a combattere, con gravissime perdite), i Ciukci seppero mantenere la loro indipendenza finché questa non venne riconosciuta ufficialmente dalla stessa Russia nel 1837.

Tipici Ciucki

Tipici Ciucki

Ma come riuscirono, i Ciukci, a prendere in giro per secoli un nemico molto più numeroso e potente di loro? Semplicemente ritirandosi sempre più a nord, in terre sempre più fredde e inospitali: quando poi i russi arrivavano troppo vicino, saltavano sulle loro slitte e filavano via come il vento, irraggiungibili perché disponevano dei migliori cani del west… pardon, del nord. E questi cani erano appunto i progenitori dei nostri buskies.
I Ciukci erano “allevatori”, nel senso moderno della parola: selezionavano accuratamente i loro cani in base all’attitudine al traino, sottoponendoli fin da cuccioli a veri e propri test ed accoppiando tra loro solo i migliori soggetti. In questo modo ottennero cani veloci ma anche resistenti, non troppo grandi (sarebbero “scoppiati” subito) nè troppo piccoli (sarebbero stati inadatti al traino), con pelo nè troppo corto (sarebbero morti di freddo) nè troppo lungo (la neve, gelando loro addosso, ne avrebbe bloccato i movimenti). Ma intanto che procedeva questa durissima selezione fisica, anche il carattere dell’husky veniva forgiato di conseguenza: i soggetti troppo irritabili, indocili, mordaci o aggressivi (e quindi inadatti al lavoro in muta) venivano eliminati senza pensarci troppo su. In questo modo già si ebbe una notevole riduzione dell’aggressività sia intraspecifica (cane-cane) che interspecifica (cane-uomo).

foglieSe a questo sommiamo l’influsso ambientale portato da una vita nomade in regioni desolate e quasi disabitate, scopriamo che il nostro husky proprio non poteva diventare un cane territoriale: che senso aveva “marcare” un territorio con la propria pipì, quando la pipì successiva si sarebbe probabilmente fatta a trenta chilometri di distanza?
E non poteva neppure diventare un cane sospettoso e diffidente verso gli estranei: qualiestranei? A parte il padrone e il suo gruppo familiare, potevano passare mesi senza che il cane vedesse un solo muso umano.
Ecco perché è assolutamente impossibile pensare all’husky come cane da guardia o da difesa: l’husky non difende il territorio e non difende neanche la sua famiglia (anzi, fa le feste a tutti, ladri compresi) perché il concetto di “essere umano pericoloso” non fa assolutamente parte del suo bagaglio storico.

cacciaNe fa parte, invece (e che parte!) l’attività di cacciatore: quando non tiravano la slitta, i cani dei Ciukci facevano il lavoro alternativo che tutti i cani nordici, da sempre, sono stati chiamati a svolgere. Naturalmente dare una mano al padrone nella ricerca di gustosa selvaggina era un mestiere divertente e gratificante, molto più dell’altro: e i discendenti di quei primi huskies ce lo ricordano ancora oggi cacciando con grande piacere topi, uccellini, gatti, ed ovviamente galline e conigli del vicino. Inutile spiegare loro che non si fa, che non sta bene: cosa volete che siano due urlacci, paragonati a secoli di storia? Il massimo che potrete ottenere da un husky è che eviti di rincorrere gatti e galline se voi siete presenti: ma appena girate l’occhio, lui parte per il safari.

divanoAltra cosa che l’husky non è: non è un cane-soprammobile, né un cane da divano.
Può vivere bene anche in appartamento (ma non da solo: sembrerebbe molto indipendente, ma essendo molto lupino – e quindi molto sociale – ha bisogno di stare il più possibile “in branco”), ma è un cane nato per lo sport, per l’attività, per l’azione.
Se non avete il tempo di portarlo a correre almeno due-tre volte al giorno ingrasserà, impigrirà e diventerà l’esatto contrario di un “vero” nordico.
Infine, l’husky non è un cane-automa, disposto a scattare agli ordini solo perché vengono dal suo umano: può essere addestrato, certo, ma per far questo occorrono grandi doti di “capobranco” (inteso in sensomolto letterale, perché questa è una razza estremamente gerarchica) che pochissimi possiedono.
In mano a un molliccione o a un inesperto, l’husky diventa un emerito furbastro che prende gli umani per il naso dal mattino alla sera. In mano a un “macho man” sempre pronto a tirare urlacci o peggio, l’husky diventa praticamente sordo e cieco. Non obbedirà MAI a un capobranco nevrotico, isterico e tantomeno manesco.

coccole_umanoE adesso che abbiamo visto tutto ciò che NON E’ un husky, chiudiamo dicendo che cos’è: è un cane eccezionale, ancora tanto lupo da affascinare chi desidera un vero contatto con la natura (e senza bisogno di avere sangue di lupo vero…), ma anche tanto cane da mandare in brodo di giuggiole chiunque sia oggetto delle sue moine e delle sue richieste/offerte di coccole, che spesso esterna “parlando” (non tutti i soggetti sono chiacchieroni, ma quelli che lo sono fanno dei veri e propri discorsi, anche di notevole lunghezza e complessità).
E’ un cane sostanzialmente sano, con pochi problemi ereditari.
E’ un cane imprevedibile, che vi farà dimenticare il significato della parola “noia”;  è un perfetto compagno d’avventura capace, sì, di grandi dialoghi, ma anche di grandi silenzi. E’ un cane che capirà al volo ogni minima sfumatura del vostro carattere (soprattutto le debolezze), ma è anche un cane che va capito: non sarà certo lui a mettervi la sua anima su un piatto d’argento, dovrete riuscire a conquistarla.  E’ un amico dall’intelligenza brillante (pure troppo, a volte…), che dà molto ma che chiede anche qualcosa in cambio: chiede di essere apprezzato per quello che è, senza cercare in lui prestazioni forse normali nei cani… normali, ma lontanissime dal suo mondo.
E’, insomma, un grande cane, che va amato per il suo particolarissimo temperamento: chi lo sceglie solo per gli occhi azzurri è un po’ come il tizio che è andato a visitare il Louvre, e a chi gli chiede cosa ha provato davanti alla Gioconda risponde che gli è piaciuta molto la cornice.

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